Cittadini digitali responsabili: il progetto eTwinning tra e-safety e parole gentili
L’Istituto Comprensivo Galiani celebra il brillante lavoro delle classi I B e II B della SSI nell’ambito del progetto eTwinning. Attraverso un percorso interdisciplinare, gli studenti hanno approfondito i temi del cyberbullismo, dell' empatia e della comunicazione, comprendendo come le parole, online e offline, siano strumenti potenti per costruire ponti relazionali anziché barriere.


Il fulcro dell'attività è stata l'analisi del "Manifesto della comunicazione non ostile", rielaborato dai ragazzi in tre lingue per sottolinearne la portata universale:
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In italiano: Hanno definito i 10 pilastri per una rete più gentile, ricordando che "le parole hanno conseguenze".
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In francese (Le manifeste de la communication non hostile): Hanno analizzato come il cyberbullismo ferisca più profondamente del bullismo fisico, lasciando tracce indelebili nella memoria.


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In inglese (Connected Hearts): Ispirandosi alla storia di Fabio e Milo, hanno esplorato il concetto di "cuori connessi", focalizzandosi sull'empatia come fondamento del rispetto reciproco.


La rappresentazione grafica dei 10 pilastri
Il lavoro teorico è stato tradotto dagli studenti in un laboratorio creativo di illustrazione, dove ogni pilastro del Manifesto è diventato un messaggio visivo di responsabilità e consapevolezza. Tra gli elaborati prodotti, emergono con forza i concetti di:
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ll virtuale è reale: gli studenti hanno rappresentato il coraggio della coerenza, illustrando l'impegno a scrivere online solo ciò che si ha la forza di dire di persona, perché dietro ogni schermo ci sono "cuori" reali.

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Le parole danno forma al pensiero: attraverso i loro disegni, hanno spiegato che le parole non sono neutre: esse danno forma ai pensieri. Prendersi il tempo necessario per esprimersi al meglio è il primo passo per evitare malintesi e offese.

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Responsabilità nella condivisione: gli alunni hanno rappresentato graficamente come ogni testo o immagine debba essere valutato e compreso prima di essere diffuso ("Sharing is a responsibility").

- Le parole sono ponti: i ragazzi hanno raffigurato le parole come ponti fatti di gentilezza e rispetto. Hanno esplorato la sfera emotiva — dalla delusione alla gioia — mostrando come un linguaggio empatico possa superare le barriere dell'ostilità.

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Il valore del silenzio: disegni che spiegano come tacere possa essere la scelta migliore per non ferire.

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Rispetto dell'interlocutore: illustrazioni che ribadiscono come "le idee si possono discutere, ma le persone si devono rispettare", condannando insulti e aggressioni digitali.




Per sintetizzare l'impegno preso, le classi hanno condiviso questo pensiero, che racchiude l'essenza del loro lavoro:
"Scegliamo le parole per capire e farci capire: non sono solo segni, ma ponti che uniscono i cuori."
"We choose words to understand and be understood: they are not just signs, but bridges connecting hearts."
"Nous choisissons les mots pour comprendre et nous faire comprendre: ce ne sont pas seulement des signes, mais des ponts qui unissent les cœurs."
Pubblicato il 14-04-2026

